Sharing Economy: cosa è e cosa offre

Un nuovo modello di economia: la Sharing Economy

Ormai si sente parlare sempre più spesso di Sharing Economy, tant’è che la definizione è entrata nel nostro vocabolario quotidiano. L’ultima edizione di Sharitaly, l’evento nazionale dedicato all’economia collaborativa, ha fotografato un mercato in fermento e in continua evoluzione. Le piattaforme di condivisione online diventano sempre più numerose, conosciute e, soprattutto, seguite.

Ma cos’è esattamente la Sharing Economy?

Partiamo dalla traduzione letterale: Economia della Condivisione

Nell’economia intesa in senso classico l’obiettivo primario resta quello di portare a termine un’azione di compravendita, di un bene o di un servizio; il desiderio dell’azienda è, infatti, quello di ricavare un utile e quello del consumatore/cliente entrare in possesso dell’oggetto di interesse.

Nell’economia della condivisione si sposta invece l’asse di interesse; non è più la proprietà il fine ultimo, bensì altre forme di ritorno economico, quali il riuso, il prestito, il baratto, la condivisione o lo scambio. Del resto tutto può essere condiviso; dai più classici beni e servizi, a preziose risorse, solitamente sottovalutate, come lo spazio, il tempo, le proprie conoscenze, esperienze, iniziative, idee e molto altro ancora.

Stiamo in effetti parlando di forme di economia antiche, che hanno perso di valore con l’avvento del capitalismo, a causa del quale il denaro è diventato l’unico strumento economico che si desidera ottenere. Tuttavia le nuove tecnologie hanno consentito la rivisitazione di queste pratiche, declinandole in chiave contemporanea; ciò ha permesso di riabilitarle a patrimonio di valore da spendere come fosse carta moneta.

Esempi di economia collaborativa

Nascono così portali come Airbnb, BlaBlaCar e Uber, per citare solo i più noti; soprattutto, però, nasce un nuovo modello di fare impresa e creare business, alla base del quale c’è la promozione delle relazioni tra singoli.  Le persone, infatti, non sono più considerate consumatori o clienti, ma diventano gli interpreti attivi di un processo economico rivoluzionario.

Un ulteriore approfondimento ci porterebbe a distinguere le varie forme di economia collaborativa che stanno nascendo, ognuna con caratteristiche proprie e ben distinte. Abbiamo la pura sharing, condivisione di beni, servizi, risorse e quant’altro, la bartering, che si basa sul baratto, e anche la gig, ovvero tutto ciò che ruota intorno al mondo del lavoro on demand, per fare solo qualche esempio. Sarà nostra cura approfondire con successivi articoli le vari forme di economia collaborativa.

Vogliamo concludere soffermandoci su quel settore che ci sta più a cuore, ovvero quella che noi amiamo chiamare Social Sharing Economy. Si tratta di un modo di fare impresa che ha come mission l’obiettivo di promuovere e sviluppare iniziative e progetti di carattere sociale, mirati a sostenere le entità più fragili e bisognose. In questo modo si intende operare una svolta definitiva che permetta di riassegnare al denaro il suo valore originario, ovvero quello di strumento/mezzo e non di fine ultimo del nostro agito quotidiano, e al bene collettivo il ruolo di obiettivo principale da perseguire.

E Crumboo si vuole fare promotore e portavoce di questo processo di cambiamento, che ci auguriamo essere inarrestabile!

Maurizio Ferrari